Giornata della Memoria, della Shoah. Immagine ricorrente e annuale che fissa, in una data, una crisi storica iniziata anni se non secoli prima. Oggi tuttavia crisi simili si ripetono, si moltiplicano e sono sempre più difficili da descrivere e datare nel tempo. Sappiamo come iniziano, ma non sappiamo prevedere come finiranno e cosa poi vogliono ottenere. Possiamo solo sperare: Forse si fermeranno? Un giorno non lontano? Speriamo! Ma rimangono situazioni di cui non possiamo controllarne gli effetti se non prendere atto delle divisioni che provocano. Crisi di violenza e repressione che rendono tenebroso il nostro presente anche se succedono distanti da noi geograficamente. Non sappiamo quanto dureranno. Nemmeno i mass-media lo sanno, ora che possono sapere quasi tutto. O forse lo sanno ma fanno finta di niente. Liquide paure direbbe lo scomparso Bauman. Questa incapacità ci modifica la percezione del tempo, ora solo meteorologico.

Allora ricordando crisi come quella della Shoah si cerca di far emergere delle sacrosante verità immancabilmente dimenticate, anche se ri-emergendole in giornate di ricordo non sembrano più come un tempo severi segnali di pericolo contro le insicurezze del futuro. Dove la storia ci ammonisce ripetutamente di non intraprendere iniziative contro l’umanità, oggi, pochi si soffermano a meditare a protestare e i crimini contro individui e popolazioni innocenti continuano. Storia discontinua di cui solamente ora cominciamo a misurarne gli effetti. Ma che fare se non apprezzare coloro che non vogliono dimenticare! Per cui ben vengano i Giusti, gli Angeli e i Filantropi a ricordarci, con il loro esempio, che la storia può cambiare corso al tempo. Che il Male diffuso si può stoppare con il Bene unito.