PIME E RANCIO:

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Rancio è il quartiere lecchese dove tutto ricorda il beato Giovanni Mazzucconi, il missionario del PIME trucidato in Papua Nuova Guinea nel settembre del 1855. Lecco ha appena concluso le celebrazioni del decennale della beatificazione (S.Pietro in Vaticano, 1984); nel prossimo 1995 saranno, invece, trascorsi 140 anni dal martirio. L’antica parrocchiale di Rancio è la chiesa di Santa Maria Gloriosa, splendido “balcone” panoramico che domina la città, un tratto di lago e di fiume Adda, la “corona" dei monti. Giovanni Mazzucconi nato a Rancio il 1 marzo 1826, venne portato in giorno successivo al fonte battesimale. Nella stessa chiesa indossava l’abito talare del seminarista nel 1840 e dieci anni dopo, nel 1850, celebrava la sua prima messa. Nella chiesa, detta oggi di Rancio Alto, ha certamente sostato e pregato durante l’ultima visita alla famiglia, nel 1852, prima della partenza, senza ritorno, verso l’Oceania. I lecchesi di una certa età possono ricordare le celebrazioni del 1955, anno centenario, quando la Basilica di San Nicolò vide anche la solenne cerimonia di consegna del Crocefisso a missionari del Pime partenti verso terre lontane di apostolato I missionari raggiunsero la Basilica fra due fitte ali di gente, in processione, preceduti da valletti recanti il “cartello” con la destinazione della nazione di apostolato, Lo stesso anno, 1955, venne collocata la prima pietra della casa di riposo Pime, in quartiere Rancio, via Monte Sabotino. L’inaugurazione avvenne il 2 giugno 1957, presente per il Comune di Lecco il vice sindaco rag. Carlo Erba. La casa di riposo, dedicata al Mazzucconi, ospita 35 missionari anziani. L’attuale parrocchiale di Rancio, dedicata a Maria Assunta, risale al 1884; venne benedetta e consacrata lo stesso giorno che Lecco vedeva il tripudio delle camicie rosse intorno al monumento a Giuseppe Garibaldi, due anni dopo la scomparsa del condottiero dei Mille. La nuova, grande chiesa venne costruita da Domenico Mazzucconi, fratello del beato Giovanni. La via Mazzucconi che sale, ripidamente, nella Vallata, lungo il Gerenzone, costeggiando località di antiche fucine dei tirabagia, vede l’imponente collegio delle Suore  width=di Maria Bambina. L’istituto risale al 1868; prima superiora è stata suor Vincenza Mazzucconi, sorella del Beato.

Il collegio si aprì con dodici educande e poche alunne esterne; il numero crebbe subito, in pochi anni, grazie allo spirito semplice e pratico di suor Vincenza e delle altre religiose di Maria Bambina. Rancio, Comune sino al 1924, poi assorbito dalla “grande Lecco”, è oggi parrocchia di quasi duemila abitanti, con don Contardo Mauri, 63 anni, lecchese di Castello. L’antica parrocchiale a Rancio Alto, la chiesa del battesimo e della prima messa del Beato, è dedicata a Maria Gloriosa. “Vecchi di anni – ha scritto il compianto Dino Brivio – la chiesetta è giovane come il santuario; il titolo le fu infatti conferito dall’indimenticabile Arcivescovo di Milano, card Schuster, nell’anno 1950”. L’interno della chiesa di Rancio Alto vede la pala del martire, opera del pittore Angelo Sesti di Bergamo. La tragedia del martirio è raffigurata, nell’attuale parrocchia, nell’affresco di Arturo Galli.

Aloisio Bonfanti (1994)